venerdì 28 aprile 2017

Recensione Ladri di sogni di Maggie Stiefvater, tra adolescenza e magia

Recensione di Ladri di sogni di Maggie Stiefvater, in Italia per Rizzoli
In quel momento, il pensiero di Gansey che se ne andava a D.C. era
insopportabile. Erano stati una creatura a due teste per così tanto tempo, lui e Gansey. Non poteva dirlo ad alta voce però. C'erano migliaia di motivi per cui non poteva.
-Quando sarò via- disse Gansey, e tacque un momento -sognami il mondo. Qualcosa di nuovo ogni notte-.

Esistono alcune saghe fantasy in cui il primo volume è talmente perfetto da rimanere tragicamente delusi quando si comincia la lettura del seguito.
Ma non quando c'è di mezzo Maggie Stiefvater.
Ho davvero apprezzato Raven Boys, il primo capitolo del Raven Cycle (qui trovate la mia recensione), tuttavia posso dire che Ladri di sogni mi ha letteralmente rubato il cuore.
Il racconto riprende poco tempo dopo gli eventi narrati nel romanzo precedente: ormai la linea di prateria, un magico sentiero che unisce i luoghi più enigmatici della Virginia, è sveglia e Blue, la giovane discendente di una famiglia di veggenti, e i suoi Raven Boys, quattro complessi e affascinanti studenti della prestigiosa Aglionby Academy, devono affrontarne le conseguenze. La magia che scorre sotterranea come un fiume sotto i loro piedi avrà una certa influenza sulle loro vite e, soprattutto, sulla loro ricerca del mitico re gallese Glendower.

Ronan Lynch, uno dei Raven Boys disegnati da Cassandra Jean
Pur possedendo una trama appassionante e originale, la forza di questo libro non sta affatto nell'intreccio, che in alcuni tratti può risultare lento, ma nell'indagine psicologica del mondo interiore dei personaggi. Se in Raven Boys avevamo conosciuto le menti e i cuori di Blue, Gansey e Adam, in Ladri di sogni è Ronan a dominare la scena. All'inizio la scelta della Stiefvater di trasformare un personaggio secondario nel nuovo protagonista mi aveva turbato, eppure, arrivata alla conclusione, posso dire di aver compreso la sua decisione. Uno degli elementi più interessanti dello scrivere saghe è che si ha molto più spazio per approfondire personaggi che in un libro auto-conclusivo sarebbero costretti a rimanere sullo sfondo. E Ronan sarebbe una grave perdita. È complesso e realistico (un po' come tutti i meravigliosi abitanti dei libri della Stiefvater), ma colpisce per i suoi segreti e per la sua rabbia. Anche se è circondato da persone che lo amano, è prigioniero del suo stesso dolore. Talvolta sembra quasi compiacersene.
Può anche rubare qualsiasi cosa dai suoi sogni e portarla con sé nella realtà di tutti i giorni.
Lo stile dell'autrice sa adattarsi molto bene al racconto del quotidiano, tuttavia si esprime al meglio proprio nelle descrizioni oniriche che popolano questo libro. I sogni sono sfuggenti quanto il significato di alcune frasi del romanzo, così intense da costringere il lettore a chiudere il libro e bearsi del loro sapore poetico.

Blue e i Raven Boys illustrati da Cassandra Jean
Allo stesso modo, la Stiefvater è grande anche nel farci partecipi della lenta presa di coscienza dei propri sentimenti che caratterizza tutti i suoi personaggi. Ci mostra solo tocchi segreti e sussurri inconsistenti, ma trasmette un'intensità tale da togliere il respiro.
Infatti, ciò che appassiona di più nel Raven Cycle sono i legami interpersonali. Nel primo libro abbiamo seguito il tentativo di Blue di distaccarsi dal suo avvolgente nucleo familiare, entrando nella cerchia dei Raven Boys. Ma nel secondo volume la protagonista comprende di poter far parte di entrambi i mondi, che in lei si fondono. In questo si manifesta la sua crescita.
Le relazioni di cui parla l'autrice sono profondamente assoluti, tanto che chi non li ha mai sperimentati potrebbe quasi definirli “morbosi”. Eppure, con un occhio attento, il lettore potrà riconoscere che Blue appartiene ai ragazzi e loro appartengono a lei, ma che tutti mantengono delle identità particolarmente marcate.
E questa è la più grande lezione che un adolescente possa imparare.

Ladri di sogni (potete acquistarlo qui)
Maggie Stiefvater
Rizzoli
519 pagine
16 €
Fantasy YA


E voi avete intenzione di cominciare il Raven Cycle? Sapete che Netflix ha intenzione di trarne una serie tv?

venerdì 21 aprile 2017

SEGNALAZIONE SAGA DELL'EFTERION - Il viaggio nel Fantastico di HeleNarrazioni #1


Che cosa significa la parola "fantasia"? Deriva dal verbo greco ϕαίνω, "mostrare". E, infatti, un'opera che appartiene al genere del fantastico ha il compito d'ingannarci, di farci credere in cose che non esistono. Così, perdendoci nelle illusioni, abbiamo la duplice possibilità di dimenticare le miserie dell'esistenza e allo stesso tempo di affrontarle con armi nuove.
Questo è uno dei mille motivi per cui sono un'appassionata di questo genere (sia come autrice sia come lettrice). Proprio in virtù di questo grande amore, questo angolino letterario del web ospita autori e opere per intraprendere insieme un "viaggio nel Fantastico".

E voi siete pronti a partire?

Oggi vi segnalo la Saga dell'Efterion, una duologia firmata dalla penna di Francesco Ambrosio. Conoscevo già queste storie perché l'autore è un mio collega per Bibliotheka Edizioni, tuttavia oggi ho deciso di parlarvene in virtù di una sua particolarità. In un primo momento si potrebbe pensare che questi libri appartengano al genere della fantascienza, in virtù della loro ambientazione nello spazio. In realtà abbiamo a che fare con delle favole, in quanto Ambrosio non vuole giustificare le meraviglie dell'Universo, ma dilettarci col gusto del racconto e dell'immaginazione.

Scopriamo insieme qualcosa di più!

  • QUAL è LA META DI QUESTO VIAGGIO NEL FANTASTICO? I guardiani dell'Efterion
  • CHI è LA NOSTRA GUIDA? Francesco Ambrosio
  • CHI CI PERMETTE QUESTO PERCORSO? Bibliotheka Edizioni
  • QUANTE DRACME D'ORO CI SERVONO PER INTRAPRENDERLO? 17 € (cartaceo), 3,99 (ebook) 
  • QUANTI MATTONI GIALLI HA LA NOSTRA STRADA VERSO OZ? 416 pagine
  • COSA DICE LA NOSTRA MAPPA? Mettetevi comodi. Una lunga fiaba ambientata nello spazio.
  • Un uomo che scappa da una clinica psichiatrica, una bambina russa che viene condotta contro la sua volontà su un pianetino chiamato Efterion, sulla quale si erge l’omonimo e grande Tronco che con i suoi tanti rami e radici veglia sull’armonia dell’intero universo. La loro storia si incrocerà con quella di altri alieni, fino alla formazione di una vera e propria squadra di guerrieri volta a combattere innumerevoli nemici e cercare di riportare l’armonia e la pace nello spazio, sempre in nome dell’Efterion. La Terra, quindi, è solo il punto di partenza, ma il viaggio continuerà tra pianeti e stelle diverse, spesso molto particolari. Ma da cosa dipende veramente l’oscurità che per secoli ha intrappolato l’universo? Battaglie, tanti nemici, colpi di scena continui, intrighi e segreti oscuri si susseguiranno fino all’ultima pagina, per arrivare a svelare l’origine di tutto. 

  • QUAL è LA META DI QUESTO VIAGGIO NEL FANTASTICO? I guardiani dell'Efterion, le leggende dello spazio
  • CHI è LA NOSTRA GUIDA? Francesco Ambrosio
  • CHI CI PERMETTE QUESTO PERCORSO? Amazon
  • QUANTE DRACME D'ORO CI SERVONO PER INTRAPRENDERLO? 3,49 € (ebook)
  • COSA DICE LA NOSTRA MAPPA? Quando si formò l’universo accadde che il Creatore non riuscì ad avere pieno controllo su di esso e così anche l’Efterion stesso. In circostanze misteriose si formarono oggetti, luoghi, anomalie spaziali, creature che racchiudevano nella loro essenza un insondabile mistero. Essi sono conosciuti come Sublimi Testamenti. L’anomalia spaziale della Barriera Arginale, l’immensa creatura del Giugurthan, Mirga il pianeta dai mille occhi, la misteriosa base di Hareffar Toun, l’aliena che preserva sulla propria pelle la porta per l’Antispazio, le Campane del Cimitero delle Anime Trasmigranti del Zionax, la galassia dei Minimondi… È giunto il tempo per i guardiani dell’Efterion di scoprire quali verità si celano in questi arcani dell’universo per ristabilire l’equilibrio primordiale. Ma il loro cammino sarà ricco di insidie e nemici di ogni sorta…Questa è una raccolta di 16 storie, anche abbastanza lunghe, con un’ultima che si preannuncia molto avvincente e ricca di colpi di scena.


E, infine, qualche notizia in più sull'autore...

Francesco Ambrosio
Francesco Ambrosio nasce a Caserta il 16 dicembre del 1990. Dopo aver conseguito il diploma presso il Liceo Classico Francesco Durante di Frattamaggiore e una iniziale esperienza universitaria, ha intrapreso varie strade che hanno contribuito ad alimentare la sua passione per la scrittura.
Nel 2014-15 ha frequentato il corso di Scrittura e Narrazione, organizzato dalla casa editrice Nuvole di Ardesia e tenuto dallo scrittore e insegnante di italiano Vincenzo Ambrosanio, nella splendida cornice di Villa Bruno, a San Giorgio a Cremano.
Tra ottobre e novembre 2015 ha partecipato al Corso di Editoria, tenuto a Napoli dal service Talento Letterario.
Inoltre dal 2012 ha seguito vari corsi di formazione a Foggia presso la Fondazione Nuova Specie Onlus di Mariano Loiacono e tutt’ora continua a farlo.
Il 22 luglio del 2016 ha pubblicato il suo primo romanzo, intitolato “I guardiani dell’Efterion”, con la casa editrice Bibliotheka Edizioni.
A gennaio 2017 ha inoltre pubblicato su Amazon, in ebook, la fiaba spaziale “Le avventure di Lobo, il pianetino parlante”. Il 21 marzo 2017 ha pubblicato, sempre su Amazon e in ebook, il secondo libro della saga dell’Efterion “I guardiani dell’Efterion, le leggende dello spazio”, che è una raccolta di 16 storie.



mercoledì 19 aprile 2017

milk and honey di Rupi Kaur: perché anche gli uomini dovrebbero leggere le sue poesie


L'Huffington Post ha scritto che milk and honey, l'incisiva raccolta di poesie della giovanissima Rupi Kaur, dovrebbe avere un posto fisso sul comodino di ogni donna, non solo di tutte le lettrici. Di fatto, quest'opera pericolosamente onesta (e per questo particolarmente potente) è un viaggio attraverso l'anima di una ragazza spezzata dalla vita e rinata attraverso la poesia: si tratta di un'esperienza individuale fattasi universale, la parabola di un'esistenza e di una sensibilità tutta femminile.
Per questo motivo, ritengo che le poesie della Kaur dovrebbero avere un proprio angolo speciale soprattutto sui comodini degli uomini.  

La copertina dell'edizione italiana di milk and honey
Uno dei luoghi comuni più diffusi è quello secondo cui sulla Terra camminino due specie diverse, la prima nata su Venere e la seconda su Marte, entrambe vittime dell'incapacità ontologica di comunicare fra loro. E dunque la parola di una donna è priva di significato per un uomo; il gesto di uno è ambiguo per l'altra. Ci si confronta sempre, non ci si capisce mai. Forse perché non si vuole ascoltare o magari perché si è davvero troppo stanchi per superare le barriere che costruiscono il proprio io ed entrare nella pelle di qualcun altro.
Allora viene in soccorso di queste specie aliene la poesia. Perché, sì, quando è diretta e onesta come quella della Kaur, una voce può pensare, tradurre e comunicare, anche con un Universo apparentemente lontano.

Rupi Kaur, poetessa che ha raggiunto la fama tramite i social
  I versi celati dietro la copertina di milk and honey sono brevi ed evocativi, costruiti graficamente con perizia, in modo tale che uno spazio bianco o un'illustrazione minimalista completino il significato di ogni parola rendendola ancora più potente. In un mondo vinto dalla corsa da un contenuto web all'altro, è naturale che composizioni come queste ottengano visibilità sui social. Ed è una fortuna, perché una Terra abitata da due specie “molto diverse” ha bisogno di questa semplicità, una strada diretta verso una verità carnale, vibrante e scevra da ogni artificio.
Ma il punto è che, al di là di ogni illusione o costruzione di genere, siamo esseri umani, con le nostre contraddizioni e fragilità. Sotto la pelle nascondiamo tutti le stesse corde segrete che la Kaur è così brava a sfiorare e suonare, quelle che cantano melodie di sofferenza, amore e guarigione. La sua opera potrà avere lo stesso impatto viscerale su ognuno di noi, se le si permetterà di toccarci.
E forse è proprio questo il concetto alla base della reciproca comprensione (e del rispetto!): darci una possibilità.

Rupi Kaur
204 pagine
tre60
12.00 €

Qui trovate il profilo Instagram della poetessa.

E voi conoscevate già le poesie di Rupi Kaur? Avete intenzione di comprare la sua raccolta?


venerdì 7 aprile 2017

Non lasciarmi di Kazuo Ishiguro: la fragilità dell'esistenza e il dubbio sull'umanità


Vidi di sfuggita il suo volto illuminato dalla luna, imbrattato di fango e alterato dall'ira, poi gli afferrai le braccia che si dimenavano da tutte le parti e lo tenni stretto. Cercò di divincolarsi, ma io non mollai la presa, finché smise di urlare e sentii che la rabbia lo abbandonava. Poi mi resi conto che anche lui mi circondava con le braccia. [...] per un istante fu come se ci tenessimo stretti l'uno all'altra, perché quello era l'unico modo per non essere spazzati via nella notte.

Ci sono dei libri il cui obiettivo è dare delle risposte. Assolute, incerte o paradossali. In qualche modo, rappresentano un percorso già tracciato dall'autore per il pensiero del lettore. A volte è bello lasciarsi condurre. È comodo, facile, sicuro. Insomma, una specie di annebbiamento dei sensi.
Non lasciarmi di Kazuo Ishiguro non rientra in questa categoria. Piuttosto, istiga alla riflessione e al dubbio più profondo. È un romanzo visionario e provocatorio e, per questo, indimenticabile.

Ci troviamo in Inghilterra, nei tardi anni Novanta, e una donna di trentun'anni, Kathy H., ci accoglie negli anfratti della sua memoria. La sua è stata una vita fatta, sì, d'isolamento, ma anche di relazioni uniche, perché è cresciuta ad Hailsham, un bucolico collegio di campagna in cui gruppi di bambini speciali venivano allevati da alcuni tutori. Kathy e gli altri non conoscevano né i propri genitori né il mondo al di fuori dei confini della scuola, eppure le loro vite erano già state programmate da un'autorità invisibile e sconosciuta: il loro sarebbe stato un futuro popolato da assistenti, donatori ed ospedali. Ma da bambini non avevano consapevolezza della tragicità della loro esistenza e si curavano solo delle amicizie leali, dei primi amori e della loro creatività. Una delle responsabili del collegio, la misteriosa Madame, aveva infatti il compito di selezionare disegni e poesie e portarli nella Galleria, un luogo lontano che Kathy è riuscita a comprendere solo una volta adulta.
Ormai vicina alla realizzazione del suo destino, la donna si perde nella rievocazione precisa e dettagliata degli eventi, delle persone e dei luoghi che l'hanno resa la persona che è. Così, immersi nel racconto in prima persona, coinvolti costantemente come se vivessimo nel mondo di cui Kathy ci parla, non ci rendiamo subito conto che i bambini di Hailsham sono dei cloni, progettati affinché donino i loro organi ai malati, “veri” esseri umani.

Una scena del film tratto da Non lasciarmi, con Kathy (Carey Mulligan), Ruth (Keira Knightley) e Tommy (Andrew Garfield).
Come per Kathy, questa consapevolezza cresce e si evolve dentro di noi nel corso tempo, senza darci il tempo di scandalizzarci o adirarci. Abbiamo tra le mani un romanzo distopico e non ce ne rendiamo conto, avvolti dalla malinconica intimità dei sentimenti che lega la protagonista a Ruth e Tommy, le persone più importanti della sua vita. E ogni volta che abbandoniamo il libro sul comodino, non possiamo fare a meno di sentirci turbati, incapaci d'immedesimarci con l'umanità vicina all'immortalità che ha rinchiuso Kathy e gli altri lì dove non fosse possibile vederli.
Allo stesso tempo, però, non ci è possibile empatizzare del tutto con la donna. È intelligente, sensibile, affamata d'affetto e capace di amare in maniera titanica. Il suo ontologico senso di mancanza di qualcosa d'indefinito è lo stesso di ognuno di noi. Ma il suo modo analitico di raccontare la propria vita impone a lei e a noi un certo distacco, impedendo un vero e proprio processo catartico.

Una scena del film tratto da Non lasciarmi
Ishiguro, infatti, non vuole mostrarci un futuro distorto e tragico, per farci credere che il nostro mondo, in fondo, vada bene. Non lasciarmi non è un invito a giudicare quanto di negativo ci sia nella sua realtà distopica, ma piuttosto ad interrogarci sui tratti comuni tra due universi che non sono davvero distanti. Ciò che l'autore vuole trasmetterci è una sensazione malinconica e sfuggente, un breve sussurro che ci ricorda quanto potremmo essere diversi. E quanto ci sia impossibile.

Tuttavia anche quella prima volta sembrava ci fosse qualcosa tra noi, una certa sensazione, insieme alla consapevolezza che quello era un inizio, una porta che dovevamo attraversare.[…] Ciò che intendo dire è che, fin dall'inizio, ci fu qualcosa nell'atteggiamento di Tommy che era intriso di tristezza, che sembrava significare: “Sì, lo facciamo adesso e ne sono felice. Che peccato, però, aver perso tutto questo tempo”.

L'atmosfera di rassegnazione getta un'ombra su tutto il romanzo: i protagonisti non pensano mai di ribellarsi a chi ha scritto il loro destino e, come Kathy, non fanno altro che subire gli eventi delle loro vite. E l'arte, la cultura e l'amore non possono salvarli dal dolore e dalla morte.
Per questo la storia d'Ishiguro può solo portare a porci delle domande. Ci ricorda la fragilità delle nostre esistenze. Perché, in fondo, siamo molto più simili ai nostri cloni piuttosto che all'umanità immortale e inscalfibile ritratta dalla sua penna.

Non lasciarmi (puoi trovarlo qui)
Kazuo Ishiguro
291 pagine
Einaudi
13,00 €
Narrativa contemporanea

TRAILER DEL FILM TRATTO DA NON LASCIARMIhttps://www.youtube.com/watch?v=T92u4y1aO6g

mercoledì 5 aprile 2017

HELENARRAZIONI - Riepilogo letterario del mio mese di Marzo

La nostalgia è un sentimento che prima o poi avvolge ognuno di noi. Io me ne prendo cura quasi fosse una pianta silenziosa dal gambo sottile. Per questo motivo, non posso fare a meno di rivolgere spesso il mio sguardo al passato... anche quello più recente! 

Comincio questo riepilogo letterario con una citazione che questo mese ho incontrato sulla mia strada d'inchiostro e mi ha rubato il cuore. Si tratta di una delle frasi brevi ed evocative che popolano milk and honey, la raccolta di poesie rivoluzionaria firmata da Rupi Kaur, di cui ho intenzione di parlare prossimamente in maniera più approfondita qui sul blog.

Marzo è stato il mese in cui ho scoperto questa potente perla letteraria (pubblicata in Italia da tre60), ma anche quello in cui mi sono fatta coraggio e ho deciso di aprire il mio spazio web dedicato al mondo dei libri
Ecco i post che ho collezionato:
Immagine di proprietà di Helena Paoli e Giulia Preverin
Inoltre, ho avuto la possibilità (e il tempo!) di dedicarmi a varie letture che spero di raccontarvi al più presto:

Immagine di proprietà di Helena Paoli e Giulia Preverin

Al momento, mi sto avventurando in Blue lily, lily blue, il terzo capitolo della saga di Maggie Stiefvater (non ho saltato il secondo, Ladri di sogni, l'ho letto in questi primi giorni di Aprile e rientrerà nel prossimo riepilogo). Come letture del mese, prevedo The Raven King (l'ultimo volume del Raven Cycle), Il circo della notte di Erin Morgenstern (libro autoconclusivo decantato per la sua prosa vivida e metaforica), Giro di vite di Henry James (classico romanzo gotico che purtroppo manca nel mio bagaglio di letture) e, infine, Six of Crows (prima parte di una duologia tutta in inglese). Inoltre, rileggerò Il Giovane Holden di Salinger, in quanto è stato scelto dal mio adorato Book Club. Sono curiosa di scoprire che effetto mi farà questa storia dopo tanti anni!


Ho avuto anche il piacere di leggere sul web alcuni articoli che mi hanno interessato:

Immagine di proprietà di Helena Paoli e Giulia Preverin
Nei giorni di Marzo ho portato avanti il mio esperimento letterario su Wattpad, aggiungendo nuovi capitoli alla mia storia fantasy La tela di Aspasia. Ecco gli aggiornamenti di questo mese, per chi se li fosse persi:
E voi a quali letture vi siete dedicati questo mese? Cosa vi ha colpito? Quale libro avete intenzione di sfogliare ad Aprile?

venerdì 31 marzo 2017

Dal libro alla serie tv per Netflix: Tredici di Jay Asher

Tredici di Jay Asher, dal 31 Marzo è una serie su Netflix
Quattro anni fa, mi regalarono un romanzo dalla copertina accattivante. Ricordo che non esitai un istante a leggerne subito la trama, sicura che avrei accantonato per un po' la mia lettura corrente per dedicarmi a quel dono. Eppure, oltre alla curiosità, emerse dentro di me un forte senso d'inquietudine quando scoprii che tra le mani non avevo un semplice thriller, ma un racconto il cui tema principale era la morte di una ragazza più o meno della mia stessa età.
Oggi quel libro approda sul piccolo schermo grazie a Netflix e io mi ritrovo rievocare le sensazioni che provai allora, nella speranza che la nuova serie tv sia capace di trasmetterle come il proprio gemello di carta stampata.

La nuova copertina dell'edizione italiana del romanzo, pubblicato da Mondadori
In un modo o nell'altro, mi feci coraggio e conobbi Clay Jensen, il giovane protagonista che, tornando da scuola, aveva trovato davanti alla porta di casa un pacchetto indirizzato a lui, contenente sette cassette numerate con dello smalto blu. A registrarle era stata Hannah Baker, la ragazza di cui era innamorato da sempre e che due settimane prima aveva deciso di togliersi la vita.
Io e Clay fummo avvolti dalle sue tredici storie, una per ogni persona che l'aveva spinta a compiere quel gesto inspiegabile, e dopo l'ultima pagina del romanzo ci separammo: lui restò lì, in attesa, e io tornai nel mio mondo.
Ma per quanto mi sforzassi di convincermene, quella del libro e la mia non erano affatto realtà diverse. Anzi. Ero grande abbastanza da avere paura della morte e da tormentarmi al pensiero di come qualcuno potesse abbracciarla senza paura. Tredici mi aveva dato una risposta, ma non riuscivo ad afferrarla fino in fondo, come il ricordo di un sogno subito dopo il risveglio.

Una scena tratta dal trailer della serie tv Tredici
  Perché il valore di quest'opera sta soprattutto nel fatto che l'autore non si limita a scriverci su una lavagna la lezione che dovremmo apprendere, apparentemente nascosta tra le sue parole. Piuttosto, ci regala un racconto su cui riflettere intensamente. È troppo facile dire al proprio lettore cosa dovrebbe pensare, specialmente quando si affronta una tematica complicata come il suicidio. Asher ama le cose difficili, e decide di sussurrarci all'orecchio parole che sta a noi districare.
Forse vuole dirci che ciò che avviene nella mente di chi compie l'atto fatale è un mistero troppo grande per chiunque non ne sia protagonista, e che è giusto interrogarsi con rispetto su un enigma, ma non giudicarlo, laddove non è possibile capirlo per davvero.
O magari, tiene a comunicarci che ognuno sta combattendo una battaglia e che quello che a noi sembra solo un gesto insignificante per l'altro può essere la goccia che fa traboccare il vaso.

Oppure, infine, che non importa se la guerra pare non finire mai e se il nemico si sia vestito d'invincibilità. C'è sempre un motivo per continuare a vivere.

Jay Asher
229 pagine
Mondadori
17.00 €
Thriller, Young Adult

LINK DEL TRAILER DELLA SERIE: https://www.youtube.com/watch?v=kHUe5oBvfHI

E voi avete letto questo libro? Avete intenzione di guardare la serie su Netflix?
   

mercoledì 29 marzo 2017

I due volti del corvo: Raven Boys di Maggie Stiefvater

Raven Boys, Maggie Stiefvater, Rizzoli
Nell'immaginario collettivo, il corvo rappresenta da sempre l'occulto, con le sue ali oscure e il gracchiare funesto. Lo sapeva bene Edgar Allan Poe, che nella sua poesia omonima lo dipinse come il messaggero degli Inferi. Eppure, nel suo incessante ripetere il ritornello del componimento (“Nevermore”, mai più), il volatile comunicava al lettore il sentimento più umano e poetico che ci sia: la malinconia. Ricordo di qualcosa che si è dissolto in fumo, lutto per migliaia di possibilità svanite nell'istante di una scelta, amaro rimpianto di un'appartenenza irrealizzabile nuovamente nel futuro.
Anche nel romanzo di Maggie Stiefvater, Raven Boys, il primo di una tetralogia piuttosto fortunata negli U.S.A., il corvo ha questo doppio volto. I suoi giovani protagonisti sono coinvolti in una “caccia al sovrannaturale”, ma, allo stesso tempo, in quanto adolescenti, sono proiettati verso l'esplorazione di loro stessi e dei rapporti con le persone che amano.

Il "Raven Cycle", di cui gli ultimi due volumi sono ancora inediti in Italia

Da un lato c'è Blue, una sedicenne discendente di una famiglia matriarcale di veggenti stanziate ad Henrietta, in Virginia. A differenza delle altre donne con cui vive, la ragazza non ha alcun potere, se non quello di amplificare le energie delle altre e, dunque, le loro percezioni extra-sensoriali. Probabilmente Blue potrebbe considerarsi un'adolescente normale, se non fosse per la sua eccentrica famiglia e per la maledizione che grava su di lei, un ritornello costante nella sua esistenza. “Ucciderai il tuo vero amore con un bacio”. Un ottimo motivo per tenersi alla larga dagli uomini.
Dall'altro lato ci sono i “Raven boys”, i ragazzi corvo, che prendono il loro nome dal simbolo della Aglionby, la prestigiosa scuola privata che frequentano. Ricchissimi, teste calde e detestati dall'intera comunità di Henrietta, compresa Blue. Ma quattro di loro hanno un passatempo molto diverso da quelli dei loro coetanei: cercare con passione quante più informazioni possibili su Glendower, un re gallese che, secondo la leggenda, concederà un favore a chi lo risveglierà e lo accompagnerà in una nuova età dell'oro.
Così, quando durante la notte di San Marco Blue vede lo spirito di colui che più disperatamente desidera trovare il re dormiente, Gansey, il destino di una vita sembra compiersi: è lui il ragazzo che Blue amerà e ucciderà?

Maggie Stiefvater
Oltre che per l'intreccio molto originale, costellato di elementi sovrannaturali mai scontati e che elevano questa saga rispetto ad altri romanzi fantasy Young Adult, Raven Boys si distingue per lo stile impeccabile, fatto d'immagini vivide e suggestive. La grande abilità della Stiefvater sta nel saper descrivere gli stati d'animo in maniera precisa e mai pretenziosa, dando vita ad una vera e propria esplorazione psicologica dell'identità personale dei suoi protagonisti.
Di conseguenza, non sorprende il fatto che i personaggi siano tutti strutturati perfettamente: ognuno di loro ha un proprio arco narrativo e un solido background. Consiste da solo, ma brillando all'interno del gruppo. L'autrice sa intrecciare su diversi piani le dinamiche relazionali dei protagonisti, i cui tratti più profondi si svelano unicamente nel rapporto con gli altri. Come nella vita vera.
Il romanzo, che unisce atmosfere magiche e quadri di vita quotidiana, parla di re dormienti e leggende gallesi, ma soprattutto di cosa significhi essere un individuo all'interno di una famiglia. E, dunque, il corvo cela due significati: occulto e fedeltà.

Maggie Stiefvater
468 pagine
Rizzoli Editore
16,00 €
Fantasy per ragazzi (14-18)

Vi attira questo romanzo? Conoscevate già la saga? Avete intenzione di leggere i seguiti in lingua originale?
Vi aspetto nei commenti!